Passi ore, giorni, settimane, per non dire mesi, a cercare di fare pace con la tua vita da sempre caratterizzata da uno scorrere del tempo più lento del normale, a cercare di accettare tutti gli "incidenti di percorso" che ti sono capitati (ansia, depressione, DCA) e poi tutto viene buttato al cesso dal commento di uno sconosciuto che si sente in dovere di comunicarti il suo fondamentale punto di vista sulla tua vita di cui non sa un emerito cazzo. E lo fa dicendoti che devi avere una laurea perché altrimenti che ti resta da fare nella vita, che andare fuori corso non è una bella cosa perché costi di più alla tua famiglia, che devi avere un'idea precisa e incrollabile del tuo futuro, i tentennamenti non sono ammessi.
Pareri, più giudizi, che non sanno nulla di me.
Non sanno, perché non possono sapere, che io ho avuto un piano per la 19 anni. Sapevo quello che avrei voluto fare da talmente tanto tempo da non ricordare nemmeno come sia nato. Della serie, è nato prima l'uovo o la gallina?
Non sanno che sono andati in fumo perché non erano più adatti alla persona che stavo diventando, che ho dovuto accettare che ciò accadesse, che ho dovuto fare i conti con le macerie, scegliere cosa salvare, abbracciare quello che avrei voluto buttare giù dalla finestra. Da sola. I criticoni non sono mai lì a chiederti se vuoi una mano. Stranamente.
Mi sono rialzata, ho lottato con tutte le forze che avevo e ho fallito di nuovo. Ora per rialzarmi sto facendo più fatica, ho bisogno di prendere dei farmaci, di essere molto paziente, di valutare quali rischi posso correre e quali invece è meglio lasciare da parte, almeno per il momento.
Io ho un piano per il mio futuro. Sono caratterialmente predisposta a fare piani e progetti, la differenza è che oggi davanti ad un incidente di percorso non mi intestardisco per far andare le cose secondo i miei piani. C'è un intoppo? Bene, mi fermo, lo risolvo e poi riparto. Ci metterò il doppio del tempo che impiega una persona normale ma va bene, pazienza. Un piano, però, senza risorse economiche e psico-fisiche non serve poi a tanto.
Forse dovrei imparare a rispondere a tono. Senza forse. Ma quando questi commenti affilati sono travestiti di gentilezza e sorrisi, fatichi pure a riconoscerli. Lasciano dentro di te il loro seme che germoglierà anche solo qualche attimo dopo. Poco tempo ma abbastanza perché si perda il momento di dire un sonorissimo vaffanculo.
Io lo so che la mia vita la posso capire solo io che la sto vivendo e i terapisti che mi hanno accompagnata nel tempo eppure quando mi fanno notare quanto io sia poco realizzata, nell'accezione più usata oggi, mi pesa. E oggi per stare a galla si fatica un po' di più.
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